Dopo un’infanzia passata a ripassare tutte le pose dei suoi idoli masticando pane e rock’n’roll, dopo aver passato notti intere a riascoltare quella canzone di De Gregori e a consumare quel disco di Battisti, dopo un’adolescenza dedicata a dare forma ai propri
sogni sognando forme nuove per sé stessa e per la propria musica, Francesca Moretti esordisce con “Piovono segreti”, un singolo capace di dire la verità sulla nuova scommessa di La Clinica Dischi. Ne abbiamo parlato con lei.

UGP: Benvenuta, Francesca. Sei all’esordio e già si sente la qualità di un lavoro che sembra non essere per nulla da “principianti”! Allora, raccontaci come stai, e spiegaci chi sei.

Posso dirvi che sto vivendo uno dei momenti più felici e stimolanti degli ultimi anni. Da qualche mese ho lasciato la Basilicata, dove sono nata e cresciuta, per trasferirmi in Toscana, precisamente a Pisa, per continuare gli studi. Non è stato facile lasciare casa, ma era di sicuro ciò di cui avevo bisogno

UGP: Qual’è il sogno più grande di Francesca?

Di sogni ce ne ho avuti tanti: a otto anni volevo diventare veterinaria, a dodici pallavolista e a sedici ingegnere. Oggi ho capito invece con certezza che il mio più grande sogno è semplicemente quello di riuscire ad essere sempre me stessa e di sicuro non riuscirei a farlo senza la mia musica.

UGP: Nel tuo primo brano per La Clinica Dischi, racconti di un amore che lascia incastrati in attese lunghissime, e spesso frantuma i cuori. Che rapporto hai con la scrittura, e quanto è per te terapeutico fare musica?

Ho iniziato a scrivere un po’ per gioco, descrivendo persone e avvenimenti che erano semplicemente frutto della mia immaginazione. Ho capito dopo quanto fosse terapeutica per me la scrittura: è l’unico momento in cui mi semplicemente me stessa, senza la paura di sentirmi inadeguata o sbagliata. Quando ho iniziato a parlare di ciò che sentivo, delle persone che mi circondavano e di ciò che mi succedeva quotidianamente ho capito che la musica era l’unico strumento che avevo per esprimermi senza filtri, per far conoscere a tutti la vera Francesca.

UGP: L’autogrill, emblema che spesso ritorna nel tuo brano d’esordio, ha tutta una sua poesia particolare. Ricordiamo il celebre tour di Calcutta, nel 2015, attraverso gli autogrill d’Italia per promuovere il suo “Mainstream”; per te, invece, l’autogrill sembra rappresentare qualcosa d’altro. Che cosa, se possiamo chiedertelo?

L’autogrill rappresenta il capolinea di questa storia che inevitabilmente è arrivata alla fine. Seppur sia consapevole che delle volte la decisione più saggia da prendere sia quella di fermarsi, non sono mai stata brava a scegliere la strada giusta. In questo caso l’autogrill diventa una tappa necessaria, per preservare quello che di bello c’è stato e che ora rischia di essere portato via da una pioggia di segreti che difficilmente riesce ad essere fermata.

UGP: Scegli tre artisti emergenti che dobbiamo scoprire, a tutti i costi. Anzi, facciamo sei: tre donne e tre uomini, in piena continuità con le legacy (spesso fin troppo ipocrite…) della musica di oggi!

Come uomini ti dico Michelangelo Vood e i miei fratellini Frambo e Apice. Mentre come ragazze vi consiglio Gabriella Di Capua, Laila Al Habash, e VV.

UGP: Domanda finale: se dovessi salvare un disco (uno solo…) dall’apocalisse, quale sceglieresti?

Sceglierne solo uno è difficile, però vi dico “Emozioni “di Lucio Battisti

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