Capita di rado di imbattersi in un disco pieno di poetica, squisitamente scritto, composto e prodotto, capace di farti venire i brividi tale è l’emozione intrisa nelle canzoni che lo compongono. Capita ancora più di rado in un periodo storico fatto di singoli mordi e fuggi, musica fatta al computer, testi senza nulla da dire e voci raddrizzate con l’auto tune. Fateci dire che nulla abbiamo contro tutto questo ma fateci anche dire che ci piace ancora godere della bellezza della musica, della sua qualità e di tutto ciò che di più alto possa trasmetterci. Quindi, quando ci capita di ascoltare un disco come “Tiny Seeds”, non possiamo che lasciarci andare sulla nostra sedia, o meglio ancora su una confortevole poltrona, chiudere gli occhi e dimenticare tutto, tranne quello che stiamo ascoltando. Il merito è di Dinelli, nome di battesimo Lorenzo, che con una grazia estrema ci regala un viaggio sonoro dal sapore folk, con richiami alternative rock e indie (quello vero), con testi introspettivi che parlano di vita (quella di tutti) e che complice il cantato in inglese ci fa dimenticare di essere in Italia e ci catapulta nelle campagne dei Paesi anglosassoni. Se poi pensiamo che Dinelli è la voce dei Seed N Feed, storico gruppo hardcore punk nostrano, non possiamo che celebrare ulteriormente questa raccolta di piccoli semi pronti a germogliare in brani ai quali nulla manca per essere apprezzati. Forse quello che manca è l’orecchio attento e la maturità di un ascoltatore ormai disabituato al suono del bello. Traccia preferita: Father.

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