Sono italianissimi ma potrebbe tranquillamente essere scambiati per britannici. Se non fosse che dopo una carriera a cantare in inglese hanno deciso di passare all’italiano. Proprio in italiano è il nuovo singolo “Noè”, disponibile da ieri per Ammonia Records. Loro sono i The Monkey Weather e ci abbiamo fatto una bella chiacchierata.

UGP: Ciao e ben trovati! Ieri è uscito il vostro nuovo singolo “Noè”. Emozioni a caldo?

È stato un parto “complicato” di un figlio inaspettato. Come tutti nell’ultimo anno abbiamo dovuto rivedere i nostri piani: questo è un singolo che non avrebbe dovuto vedere la luce, ma le canzoni a volte trovano le loro strade, semplicemente perché vogliono essere raccontate. L’emozione più grande è la curiosità di scoprire se Noè avrà questa forza, la forza di colpire inaspettatamente tante persone

UGP: Ascoltando le vostre precedenti produzioni salta subito all’orecchio che questo brano è qualche cosa di un po’ diverso. Cosa c’è di nuovo in “Noè”?

Le idee delle nostre canzoni possono essere in due modi, quelle che al primo ascolto in sala prove funzionano subito e quelle sulle quali ci rompiamo la testa. Per Noè è stato così. Più che altro è stato bello lavorarci a due voci, creare due atmosfere agli opposti tra strofa e ritornello, in questo Noè è diversa da tutte le altre nostre canzoni. Vince per i suoi contrasti, per la sua voglia di vivere finalmente il domani.

UGP: “Noè” arriva dopo la pubblicazione di “Matilda”. Ci incuriosisce il fatto che entrambe le canzoni abbiano come titolo un nome proprio di persona. Non crediamo sia un caso…

Aspettavamo con ansia questa domanda!! AHAHAHAHAHAHAH 🙂
Avete presente Village Green Preservation Society? È un album dei The Kinks, una sorta di omaggio al “borgo britannico” e alla vita dei personaggi che lo abitano, Matilda e Noè sono i primi due personaggi di un luogo in cui saremo felici di accompagnarvi quanto prima, tranquilli che sono in ottima compagnia!

UGP: Anche i video delle canzoni sembrano raccontarci una storia comune. E’ così?

Esattamente, insieme ad Adriano Giotti (regista) abbiamo voluto creare una storia che legasse tutti i personaggi che man mano vi presenteremo. Adriano viene dal punk, ci siamo capiti al volo, diretti e crudi come i nostri personaggi. Speriamo arrivino tutte queste emozioni!

UGP: Non ci resta quindi che chiedervi del disco che pubblicherete prossimamente e che paleserà il perché di tutte queste similitudini. Per ora sappiamo solo il titolo: “Palazzo Britannia 107”. Svelateci qualche altro dettaglio interessante.

Arriva dopo tre dischi in inglese e sarà completamente in italiano, una svolta pazzesca per noi figli del sound d’oltre manica, 107 è una somma importante, vedremo se qualcuno ne coglierà il significato

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