Tra la Svizzera e il Salento. A metà strada tra queste due terre nasce la musica di Giulio Cazzato, cantautore dalla penna impegnata e dalle sonorità in perfetto equilibrio tra rock ed elettronica. Tutto questo prende vita in “La mia sola libertà”, nuova fatica dell’artista che abbiamo deciso di intervistare.

UGP: Ciao Giulio, benvenuto! Partiamo già carichi chiedendoti di “La mia sola libertà”, il tuo nuovo disco pubblicato il 6 maggio per You Can’t Records. Da cosa nascono queste canzoni?

Ciao! “La Mia Sola Libertà” è un disco che avevo nel cassetto da tempo e he sono riuscito a dargli vita in questo ultimo periodo. Dentro c’è il mio mondo, le mie passioni e tutto quello che la musica riesce a trasmettermi. Canzoni semplici e dirette che nascono dal vivere quotidiano, dove ognuno può senza alcun dubbio immedesimarsi.

UGP: Apripista del lavoro è stato il singolo “Rimarrai poesia”, che abbiamo molto apprezzato. In particolare il connubio video canzone, che ci sembrano l’uno il prolungamento dell’altra. Ce ne parli?

È una canzone nata di getto in un pomeriggio. La musa ispiratrice è di certo l’amore, ma non un momento particolare della mia vita. La difficoltà che spesso può esserci nel vivere un rapporto, nelle più svariate problematiche che la vita ci mette davanti. Nel video ogni gesto, soggetto e posto sono fondamentali per capire il nesso che c’è tra parole e immagini. Io e Roberta Stifini(Art Director del video) ci siamo confrontati per capire come mettere in risalto i passaggi chiave della canzone. Gli elementi importanti sono la ragazza adolescente Giulia e il barbagianni. Rappresentano la trasfigurazione dell’inconscio incerto che tramuta in coscienza, fino a divenire consapevolezza. L’inconscio, viene Identificato nell’animale per antonomasia simbolo di saggezza, forza e amore. La coscienza invece, danza su passi indomabili, già sicuri della propria strada, attendendo che l’inconscio concretizzi la mossa da attuare, andare via.

UGP: Tutti hanno una “musa”, non necessariamente intesa come figura femminile ma come un qualche cosa che dia fuoco alla creatività. Qual è la tua “musa”?

“La Mia Sola Libertà” in un certo senso parla proprio di questo. Solo grazie alla musica assaporo il gusto di ciò che, nel mio profondo, associo alla “vera libertà”. L’unica via di fuga da questo mondo reale. L’unico mezzo con il quale posso sfogarmi e dare vita in un qualcosa di artistico toccando tantissimi temi. La mia “musa” è e sarà la musica.

UGP: Facciamo un gioco: crea una playlist Spotify contenente solo brani non tuoi ma che rappresenti la reference perfetta per la tua musica.

Come Se Provassi Amore (Zen Circus), Dove Sarai (Motta), E Ti Vengo A Cercare (Battiato), Ti Cambia il Sapore (Afterhours), Nevischio (Verdena), Montana (Fask), Io vorrei..non vorrei..ma se vuoi (Battisti), I Fall Apart (Rory Gallagher).

UGP: E se invece dovessi scegliere con chi condividere il palco appena sarà possibile tornare a suonare dal vivo?

Ci sono tantissimi artisti che ammiro molto. Nel panorama italiano mi piacerebbe una collaborazione insieme ad Andrea Appino dei Zen Circus.

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