Dopo la nostra recensione al singolo “Anger Management Plan n° 327” del Labradors, che potete leggere qui, abbiamo scambiato una piacevole chiacchierata con il trio milanese, per conoscerli meglio e capire il loro punto di vista sulla situazione della musica italiana.

UGP: Ciao ragazzi e benvenuti! Per iniziare lasciamo a voi l’onore di presentarvi ai nostri lettori.

Ciao regaz di UGP! Siamo i Labradors, un trio rock and roll di Milano, nel corso degli anni ci hanno definito power pop, college rock, emo, indie rock e punk. Tutte queste etichette ci vanno benissimo.

UGP: avete recentemente pubblicato il nuovo singolo “Anger management plan n 327”. Una potenziale hit! Come è nata questa canzone?

AMPN327 è nata poco dopo l’uscita del nostro terzo album, “Future Ghosts”. Ma subito dopo è iniziato il periodo più inattivo della nostra carriera quindi è rimasta nel cassetto per un bel pò. Perciò ci è sembrato giusto, e anche un pò romantico, ripartire proprio da lì!

UGP: Che poi era dal 2018 che non pubblicavate nulla di nuovo. Cosa è cambiato in questi 3 anni e come questi cambiamenti si riflettono sulla vostra attuale musica?

“Future Ghosts”, il disco uscito appunto nel 2018, rappresenta per noi un capitolo a se stante. Volevamo cambiare approccio, volevamo un sound più diretto e bombastic, cosa che abbiamo ottenuto. Però poi è rimasta un’aurea un pò creepy, il titolo forse già lo presagiva, e nel tempo abbiamo sentito l’esigenza di tornare a un approccio più sereno, a un’idea di band che forse avevamo abbandonato troppo presto.

UGP: Raccontateci come è stato lavorare in EDAC studio. Che clima si è creato con Lasala e Fognini e quanto il loro lavoro ha influito su “Anger management plan n 327?

Lavorare in EDAC è sempre un’esperienza stimolante, con Davide e Andrea c’è un rapporto di amicizia e stima che va avanti da anni, con loro abbiamo già fatto due full length su tre (tutti eccetto il già citato “Future Ghosts”). Il loro apporto è sempre determinante, con loro si respira pura creatività e nulla viene preso sotto gamba o passivamente, ci conosciamo e ci fidiamo reciprocamente perciò si lavora in modo schietto e rapido, un contesto dove le idee hanno molta importanza.

UGP: immaginiamo vi sia mancato molto il palco in questi mesi di pandemia. Avete già delle date dal vivo schedulate per i prossimi mesi? E avete già pensato in che modo presentare al meglio le vostre nuove canzoni?

Il palco ci manca ma nello stesso tempo ci mette un pò d’ansia, per il momento stiamo aspettando. Quando torneremo sul palco sarà perché avremo dato una nuova forma alla nostra dimensione live, cosa che stiamo definendo in questo periodo. Nel frattempo speriamo si possa tornare a suonare davanti a persone in piedi, che si abbracciano e sudano insieme!

UGP: Per l’ultima domanda vogliamo chiedervi un parere schietto e sincero: come sta la musica italiana? Secondo voi gode di buona salute? 

La scena italiana mi sembra più attiva che mai, sinceramente. In giro ci sono tantissimi progetti super validi, anche a livello mainstream mi sembra che, timidamente, si stia provando a dare spazio a gente che sperimenta, propone una poetica personale svincolata dal canone italiano stantio e banale. Anche sul fronte indie rock all’orizzonte si profilano tempi migliori, me lo sento!

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