Nostro ospite di oggi è Dinelli, al secolo Lorenzo Dinelli, che ha recentemente pubblicato il nuovo disco “Tiny Seeds”. Brani dal sapore rock / folk, penna cantautorale ma anche un passato punk rock degno di rispetto. Leggete le sue parole.

UGP: Ciao Lorenzo, benvenuto e grazie per essere qui. Partiamo col chiederti di presentarti a chi ancora non ti conosce.

Ciao grazie per lo spazio! Mi chiamo Lorenzo Dinelli, sono musicista da più di 20 anni.La mia storia è legata ad un gruppo Punk Hc della scena italiana, Seed’n’feed,   con il quale ho scritto, cantato e fatto molti dischi a partire dal 1997.Oggi mi trovo a presentarvi il mio secondo lavoro solista a cui tengo molto, il progetto è DINELLI ( mio cognome) e l’album che uscirà il 18 giugno è ” Tiny Seeds”.

UGP: “Tiny Seeds” è il tuo nuovo disco, raccontaci com’è nato e spiega ai nostri lettori perché dovrebbero ascoltarlo.

Il disco è nato durante questi Lockdown, in solitaria , in questa sorta di Bolla temporale che tutti abbiamo attraversato che speriamo presto di lasciarci alle spalle, è un disco molto personale, registrato e prodotto quasi tutto da solo, Poi Mixato a distanza da Leo Magnolfi, a Elsop recordings studio. e? sata una bellissima esperienza, iniziata nel 2019 i inverno, un disco che raccoglie il mio vissuto di questi ultimi 2 anni e non solo. Credo che nonostante le tematiche partano da un punto di vista molto personale, ci si possa tranquillamente tuffare  e ritrovare nelle liriche e nella musica, sono storie di vita comunque, scritte in inglese, ma molto sentite, per cui credo condivisibili…

UGP: Perché hai deciso di virare su sonorità più morbide dopo aver dedicato molti anni della tua carriera al punk hardcore?

E’ sempre stata per me presente una certa inclinazione ad un songwriting più morbido, La musica  a me piace quasi tutta, per cui negli anni ho sviluppato anche questo progetto; e anche perché’ credo che un musicista abbia bisogno di provarsi in più situazioni, chiaramente quelle a lui più congeniali, aver tanti progetti diversi tra loro è benefico e arricchisce singolarmente ogni percorso musicale intrapreso. Sottolineo quindi,  che continuò anche il mio viaggio nel Punk e  nel Hc! Ma non ho barriere a livello di gusti,  in materia di musica, se questa è buona non ci sono confini di genere a mio avviso.

UGP: In queste nuove canzoni canti in inglese. Pensi sia un lavoro adatto anche all’estero?

Sì l’inglese fa parte del mio bagaglio culturale e familiare avendo avuto una nonna inglese con cui sono cresciuto, mi sono impegnato molto nello scrivere bene e tradurre le sensazioni  perché’ fossero semplici ed immediate, credo che sì, possa avere uno spazio anche all’estero, lo spero! ho una gran voglia di provarci anche in date straniere, come mi è già capitato diverse volte con SNF. I testi sono anche se essenziali, ricercati ed esprimono esattamente l idea di quello che volevo trasmettere, quindi invito anche gli italiani  a leggerli!

UGP: Qual è la collaborazione internazionale dei tuoi sogni?

Adoro FINK, Iron Wine, J Robbins, sarebbe già sufficiente poter condividere in apertura, un palco con questi grandi musicisti.

UGP: E gli artisti ai quali ti ispiri?

Per l’appunto J Robbins, mitico cantate dei Jawbox e Burning Airlines, e grande produttore. In realtà tanti sono forse troppi da poter elencare e non necessariamente tutti folk, cmq: Fink, Iron and Wine, Band Of Horses, Fleet Foxes, Cantautori italiani come de Gregori, Battiato, Dalla, Greg Graffin e i Bad Religion che Amo da ormai 30 anni, Simon and Grafunkel, i Beatles, Lemonheads, Lord Huron, Sublime, Fugazi, Dischord records tante produzioni, Farside, i grandissimi Sensefield ( John Bunch Rip), Sophia, The weakerthans, Rob Crow,  Tv on the RAdio, Minus The bear,  l’immenso DAvid Bazan, Villagers grandissima scoperta di qualche anno fa, Nick Drake, Neil Young, James TAylor  che amo e con cui sono cresciuto come ascolti sin da bambino, Jhon Grant, Massive attack, Duran Duran,  cat Power, Bob Dylan… fermatemi!!! ahahhahahahahha

UGP: Terminiamo la nostra chiacchierata ringraziandoti e ti invitiamo a salutare i nostri lettori con una frase che rappresenti te e la tua musica.

Grazie di avermi ospitato! Spero che ascolterete “Tiny Seeds”. Ascoltate questo disco sono 12 piccoli semi che potrebbero germogliare nel vostro giardino dandogli qualche minuto di attenzione e senza farvi bloccare dal fatto che nn sono in italiano, sono canzoni sentite scritte con il cuore, a cui spero darete una chance!

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