Gianmarco Pirro, in arte Dr Gimmy. Una vita dedicata alla musica con la band Linea e ora con il disco solista “Personal”, nel quale il cantante e chitarrista omaggia il suo primo amore: il brit pop. Approfondiamo con lui facendogli alcune domande.

UGP: Ciao! Chitarrista dei Linea ed ora anche solista. Ci racconti la tua storia?

Ciao a tutti e grazie per lo spazio che mi avete dedicato. Proverò a farlo in poche righe. La musica fa parte delle mia vita ormai da tantissimi anni. A 10 anni presi in mano per la prima volta una chitarra, fu mio fratello maggiore a farmela provare, lui già suonava da qualche anno. Mi mostrò qualche accordo (non tutti!) e poi mi lasciò al mio destino. Dopo 10 anni da autodidatta, a 19 anni mi iscrissi al Centro Professione Musica (CPM) di Milano per studiare meglio lo strumento, con Franco Mussida come insegnante, e mi diplomai 5 anni dopo in chitarra, quella fu una bellissima esperienza. In quel periodo entrai a far parte e fondai insieme a 4 amici i Linea: Band di combat rock, attiva ancora oggi, infatti abbiamo appena pubblicato il nostro 5° disco, quello dei 30 anni. Ora dopo tanti anni da quel giorno che presi in mano una chitarra per la prima volta, sentivo il bisogno di fare qualcosa di mio, e ho deciso di realizzare questo mio primo disco solista, che è un po’ un omaggio e un tributo al mio primo amore musicale, che è il Brit Pop, quello delle origini dei primi anni ’60…quindi Beatles, Kinks, Who ecc.

UGP: “Personal”, il tuo nuovo disco, è volutamente distante dalle precedenti produzioni targate Linea. Hai voluto dare voce a una parte di te rimasta nascosta per tutti questi anni?

Semplicemente il percorso dei Linea è un’altra cosa. Come ho detto prima, in “Personal” ho voluto invece fare un tributo e rendere omaggio al mio primo e grande amore: il pop in generale e il pop inglese in particolare. Io sono nato e cresciuto con band come i Beatles, gli Who, i Kinks, per poi seguire negli anni lo sviluppo di questo genere con band come Xtc, Smith, e arrivare più recentemente ai Blur o Oasis. Quindi si ho voluto dare voce a una parte di me che non è mai uscita su disco, ma che ho sempre seguito e coltivato.

UGP: Queste canzoni nascono in casa, dove le hai anche registrate. Il che rende il risultato finale ancora più intimo e “tuo”. E’ così?

Credo di si. La mia idea iniziale era quella di fare un disco tutto suonato da me, il più personale possibile. A inizio pandemia ho iniziato a registrare dei provini in casa, con l’idea poi di andare in studio e rifare tutto usando questi provini come traccia. Poi man mano che li finivo, mi rendevo conto che nel suono e nei pezzi che uscivano c’era una strana magia, un suono molto intimo, che mi piaceva molto e non volevo perdere. Quindi ho deciso di perfezionare questi provini ed i mixare e usare questi per il disco, non perdendo la magia che contenevano. Se tutto questo nel disco si sente, ne sono felice….è quello che volevo.

UGP: Ci dici a quale di questi brani ti senti più legato e per quale motivo?

Beh sai che per un musicista scegliere un brano rispetto agli altri è sempre difficile. Io mi sento legato a tutti i brani del disco e a quelli che ho scritto nei Linea e a quelli che scriverò. Però se devo sceglierne uno, ti dico “Dustin” perchè è il primo che ho registrato e dopo che l’ho risentito, ho deciso di continuare in questo progetto fatto in casa. Anche per l’argomento di cui parla nel testo. Poi ti devo dire anche “Un amore sbagliato”, di questo brano mi piace tutto! La melodia, il giro di accordi, l’arrangiamento molto british e non ultimo il contenuto del testo…è venuto proprio bene.

UGP: Hai detto che l’influenza principale di “Personal” è il brit pop, ma noi dentro ci sentiamo anche tanta musica italiana anni ’60. Confermi?

Questo mi fa piacere. Amo il Britpop e il rock inglese, ma sono Italiano, sono cresciuto con tutta la musica italiana degli anni 60, ma anche dopo. Tutti i cantautori, da Bennato, a Finardi, De Andrè, De Gregori, Fossati, Dalla, insomma ne abbiamo avuti tanti qui e tutti enormi, quindi è normale che abbia preso ispirazione anche dalla musica italiana. Il difficile è provare a mischiare tutto questo per tirare fuori qualcosa di tuo, spero di esserci riuscito.

UGP: Concludiamo chiedendoti in cosa sarai impegnato nei prossimi mesi.

Di sicuro sarò impegnato a promuovere questo disco nel migliore dei modi. Poi vedrò, io sono un mezzo “malato” di musica, non riesco a stare fermo molto. Quindi vedrò… ci saranno cose da fare magari coi Linea, o altre collaborazioni magari come chitarrista, e poi perché no, qualcosa di nuovo come Dr. Gimmy. Io fermo non ci sto!

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