I Meneguinness tornano con un nuovo singolo e un prossimo atteso album per festeggiare dieci anni di carriera! Noi di UGP li abbiamo virtualmente raggiunti per conoscerli meglio.

Siamo su Underground Playlist, benvenuti! Ci raccontate la vostra storia in breve da quando avete iniziato a fare musica?

Noi Meneguinness siamo nati nel 2012, in Brianza, quando ancora la musica irlandese era un genere poco conosciuto, se non per i grandi nomi come Dubliners, Pogues e, andando verso il punk, Flogging Molly e DropkickMurphys. Sin dall’inizio abbiamo puntato molto sulla musica dal vivo: volevamo portare l’energia e le serate di festa dell’Isola di Smeraldo in Italia. Dopo un primo album di pezzi tradizionali rivisitati alla nostra personalissima maniera nel 2014, in poco tempo siamo riusciti a collezionare un gran numero di concerti in giro per l’Italia, al fianco di gruppi storici del genere e altri grandi nomi come Modena City Ramblers, The Moorings, Saor Patrol, Orthodox Celts, MarkyRamone e Vallanzaska; lo stesso anno siamo andati a fare un po’ di sano busking proprio in Irlanda. Nel 2016 abbiamo pubblicato il nostro primo disco di inediti, A chi non dorme,in cui abbiamo sperimentato molto a livello di generi e di scrittura, continuando poi a scrivere e a reinterpretare brani tradizionali con i singoli O’Connor Gun nel 2019 e Spancil Hill nel 2020.

A livello artistico, cambiereste qualcosa di questo percorso o siete fino ad ora pienamente soddisfatti?

Grazie a numerose esperienze in giro per l’Europa siamo entrati in contatto con le realtà più disparate che la musica può offrire, cosa che ci ha permesso di sperimentare tutto ciò che ci piaceva senza mai snaturare il nostro genere musicale, spaziando tra l’italiano, l’inglese e l’irlandese: siamo pienamente soddisfatti di come sono andati questi primi dieci anni di Meneguinness.

Quali sono le vostre più importanti influenze? Da dove attingere per trovare ispirazione?

La musica irlandese ha una tradizione secolare – letteralmente, già nel Medioevo si parlava di quanto fosse affascinante! –, perciò abbiamo numerosi fonti di ispirazione già solo rimanendo in quell’ambito. Certamente i grandi nomi a cui ci ispiriamo sono quelli dei gruppi che hanno saputo rendere questo genere moderno e conosciuto in tutto il mondo, primi fra tutti i Pogues. Comunque, ognuno di noi proviene da un mondo diverso, perciò ogni membro porta nel gruppo i suoi gusti e le sue esperienze, dal folk, al punk, al death metal, allo ska, alla musica classica: l’importante è suonare quello che ci piace.

Meneguinness: perché la scelta di questo nome particolare? 

Volevamo unire in un’unica parola le nostre origini lombarde e uno dei simboli più noti della nostra patria d’elezione: ecco quindi che la maschera milanese Meneghino si fonde con la scura più famosa d’Irlanda, la Guinness.

Passiamo al vostro nuovo singolo Night of the Banshee. Quando lo avete scritto e perché?

Spesso ci piace scrivere ispirandoci anche ad altri nostri interessi, come la letteratura e il cinema: dalla tradizione folklorica irlandese abbiamo quindi preso la figura della banshee, uno spirito femminile dall’urlo spaventoso, e ci abbiamo scritto sopra un pezzo dove le atmosfere inquietanti dei film horror si fondono con l’energia in levare dello ska.

Dal brano e da tutta la vostra storia si evince il vostro amore per l’Irlanda. Cosa vi lega a questa terra?

Sin dall’inizio della nostra storia la musica irlandese è stata l’unica costante del nostro percorso artistico: tra viaggi e studi abbiamo maturato un amore sempre più forte per tutta la tradizione folklorica, letteraria e musicale, oltre che per i suoi paesaggi stupefacenti. Quando abbiamo un momento libero, la destinazione è sempre quella.

Come sono i vostri live?

Ci piace portare sul palco l’energia delle strade di Dublino e di Galway, specialmente alla sera dopo cinque o sei birre: ai nostri concerti si balla e ci si spacca come solo gli irlandesi sanno fare, passando da momenti di folk da pub irlandese davanti al camino a puro distillato di punk.

Uno sguardo al futuro: cosa ci sarà nel vostro?

Il singolo Night of the Banshee anticipa l’uscita del nostro secondo album di inediti, Irish Caravan. Già dal titolo si capisce che sarà un disco “itinerante”, ricco di influenze che spaziano dalla musica dell’Est europeo ai ritmi sudamericani, dal violino e dalla fisarmonica al basso tuba e al bouzouki. Ce ne saranno delle belle!

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