Oggi su UGP vi presentiamo Marco Simoncelli, cantautore e talento dell’armonica dalle sonorità blues e rock. Un interessante scambio di battute su “Green Pass”, il, suo nuovo singolo pubblicato da Abeat records, sul suo passato e sul futuro della sua musica.

Ciao Marco, siamo su UGP! Il tuo nuovo singolo “Green Pass” è uscito da poco. Come ti senti?

Mi sento come un papà a cui nasce un figlio (il terzo in questo caso) aspetti 9 mesi il gran momento, poi arriva il fatidico giorno e ti domandi: ‘e adesso?’… e adesso te lo godi, lo coccoli, ci giochi, lo fai conoscere a parenti ed amici tutti, mostrando al mondo quanto tu vada fiero di lui :). Sono molto felice e questa uscita discografica e’ davvero un traguardo a cui tenevo molto!

Nel testo del brano ti prendi quasi gioco della questione “Green Pass”, quasi fosse una satira nei confronti della società e del periodo che abbiamo vissuto negli ultimi anni. Uno sfogo e qualche cosa di più profondo?

Beh, l’arrangiamento musicale e’ davvero ‘easy listening’ e ‘gigionesco’ il giusto; onestamente non sono stato a fare troppi ragionamenti riguardo alla forma, mi e’ venuto spontaneo trattare l’argomento vestendolo di questo sound ‘New Orleans Style’, cosicché anche il testo, ad un primo ascolto, suonasse frivolo e venisse inteso come una presa in giro e nulla piu’. Ma soffermandosi sulle liriche con maggiore attenzione e ragionandoci sopra… il tutto fa riflettere: accedere alla vita sociale dietro esibizione di un lasciapassare? passepartout di governo ma la cui verifica viene demandata a persone comuni che lavorano per bar ed esercizi commerciali? comuni cittadini messi uno contro l’altro a recitare il ruolo del poliziotto di quartiere? ma siamo matti!?! Ho messo in parodia il GP legato alla pandemia covid ma il messaggio della canzone resta generalmente valido per tutto e tutti in questo distopico quotidiano.

Con chi hai lavorato alla realizzazione del brano?

La composizione e’ al 100% mia, testo e musica; per quanto concerne l’arrangiamento, sebbene Biagio Sturiale abbia lavorato agli arrangiamenti ed alla produzione del disco, in questo brano il suo apporto e’ minimo, diciamo che il blues e’ molto nelle mie corde e GP e’ quasi tutta farina del mio sacco. Nel brano suonano Oscar Trabucchi: drums, Fabio Bianchi: sousaphone, Heggy Vezzano:guitars…per tutto il resto, harmonica, piano, backvocals…ci sono io qua e là.

Pubblichi per Abeat Records. Quanto è importante per te lavorare con questa label di prestigio?

Abeat è una etichetta seria, con una lunga tradizione alle spalle e promuove una gamma di artisti bravissimi che propongono musica colta e di qualità. E’ un onore poter far parte di questo catalogo e dopo diverse valutazioni anche con altre labels mi è parsa immediatamente la soluzione ideale. Insomma ormai ho una certa età, sono un boomer,  mi ci vedete ad uscire con una etichetta di 20enni trappers? 🙂

Quali sono i tuoi artisti preferiti? E nel presente, c’è qualche giovane interessante che reputi sia il caso di ascoltare?

Mi sono formato musicalmente con tutto quello che il passato ci ha lasciato di buono nella musica Blues, Jazz, Rock, ma anche con i grandi cantautori italiani, se ci mettiamo a fare i nomi qui la lista è lunga…citiamo su tutti: Beatles e Lucio Dalla. Attualmente il top del top è Jacob Collier, non vedo l’ora di ascoltarlo dal vivo prossimamente a Milano e tra il cantautorato contemporaneo italiano (anche se non propriamente un ‘giovane’) mi piace assai Brunori sas.

Prossimi impegni? Sappiamo di un disco in arrivo e magari di un tour…

L’album si!!! BREEJO, oh ragazzi non perché sia il mio disco ma e’ davvero bello bello bello 🙂 ! Con l’album ci sarà qualche presentazione unplugged fino ad arrivare ad inizio dicembre con uno showcase in teatro e tutta la band al completo. Un tour? ci stiamo lavorando… sono in contatto con diverse booking agencies e mi piacerebbe trovare un partner serio che mi supporti nell’organizzazione di un tour dalla primavera 2023.

Pubblicità