Nel nuovo singolo “Toro”, Francesco Setta esprime tutta la sua “cazzimma” nei confronti della società moderna, sempre più deumanizzata dall’uso smodato dei social network. Niente retorica da boomer però, ma del sano sarcasmo. Abbiamo organizzato un’intervista con lui per parlare della canzone e dei suoi punti di vista.

Francesco Setta, sei nuovo da queste parti. Abbiamo ascoltato Toro, il tuo nuovo singolo, e ci è piaciuto parecchio. Ha la carica giusta per spaccare tutto. Come ti è venuta l’idea per questa canzone?

Questa canzone nasce come critica aperta alla società moderna! So che detto così sembra la predica del “boomer” di turno, ma in realtà schernisco molte abitudini che riguardano tutte le fasce d’età impegnate ad utilizzare social network e televisioni. Abbiamo la possibilità di ampliare totalmente i nostri orizzonti grazie alla tecnologia, e invece sembra che il rischio sia quello di chiuderli. Finiamo incanalati nei tunnel di cookie che accettiamo tutti i giorni di percorrere (questa si che è una frase da boomer). 

Quali sono gli artisti che più ti ispirano?

Delle nuove leve mi ispira molto la caparbietà di Machine Gun Kelly, gli dobbiamo un grande favore. Ed é quello di avere riportato il rock, il punk, il pop “suonato” di nuovo nel mainstream. Sicuramente alcune scelte stilistiche non sono in linea col mio pensiero, però è comparso in un momento fondamentale! Il made in U.S.A riflette poi le nostre mode nei mesi e negli anni a seguire, e già si sente molto la sua influenza. A livello di sound invece ho sempre avuto i Nirvana, Lenny Kravitz, Metallica e Ramones nelle orecchie (e nel cuore). Arrivando dall’hip-hop ho masticato tonnellate di dischi di Gangsta Rap americano, italiano e francese, il miei artisti preferiti? Notorius Big, NTM, 50 Cent e G-Unit. Tra le fila dei nostri artisti italiani invece, Lucio Battisti, Vasco Rossi e Lucio Dalla tre icone incontrastate della nostra cultura musicale. 

E quelli con i quali vorresti collaborare?

Sarebbe un sogno lavorare insieme a Dave Grohl (lo so che c’è lo 0,00000001% di possibilità che accada in questa vita). Penso che sia una leggenda vivente, non ha mai smesso di credere in quello che fa, neanche quando gli é caduto il mondo addosso. È un esempio di tenacia e professionalità. Potrebbe tranquillamente vivere sul monte Olimpo per quanto mi riguarda…… Invece nel nostro stivale pagherei oro per lavorare insieme a Marracash e vedere come sviluppa la propria stesura dei testi. O tantissima stima nei suoi confronti, la sua è una scrittura davvero devastante dal punto di vista critico e concettuale. 

Al momento stai lavorando con Max Zanotti. Come vi siete conosciuti e come lavorate insieme?

Ci siamo conosciuti ad una scuola di canto, andavo a prendere lezioni perché molto incuriosito dal mondo del cantautorato. Lui faceva l’insegnate in quell’istituto e iniziammo questo percorso di lezioni insieme.  Non sono mai stato un usignolo però avevo ed ho  tante cose da dire, da esprimere. Questo Max lo ha capito e abbiamo iniziato a lavorare insieme fin da subito. Per me è come un secondo papà, lavoriamo a stretto contatto, e ci capiamo al volo. Sperimentiamo, proviamo e riproviamo fino a che i brani non girano nel modo giusto. Ho imparato da lui tantissime cose e in realtà non ho ancora finito di “rubargli” il mestiere! 😉

Prossimi passi? Cosa ci sarà nel tuo futuro artistico?

Il prossimo passo è festeggiare i miei 10 anni di carriera nella musica. La prima registrazione l’ho fatta nell’ottobre del 2012 in uno scantinato che a malapena ci conteneva dentro a me e al ragazzo che mi registrava. Da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti! Cosa c’è di meglio di un nuovo disco per festeggiare un evento così importante. Il titolo? Non ve lo svelo, così vi faccio incuriosire un po’, nei prossimi mesi ne vedrete delle belle. 

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