Non è facile, ai giorni nostri, imbattersi in lavori estremamente belli – sotto ogni aspetto – e carichi di concetto. Sono quei lavori che possiedono un’anima, o indicabili come l’estensione dell’anima di chi li ha prima composti e scritti e poi interpretati. In questo ristretto club di release, trova sicuro spazio “Silence”, nuovo capitolo della carriera di Sonia Spinello alla quale si affianca l’altrettanto strepitoso Roberto Olzer. “Silence” invade il nostro essere sin dal primo ascolto, in un vortice di sonorità che spaziano dal jazz, alla world music fino ad arrivare al cantautorato più fine ed elegante. Sonia Spinello si destreggia magistralmente in terreni diversi, senza mai perdere quel tocco elegante che forse è il cardine che contraddistingue il lavoro tutto, che si snoda con disinvoltura tra dodici tracce alcune della quali strumentali. da “Intro”, che apre le danze, fino a “Silenzio”, che le chiude, il disco trasporta l’ascoltatore attraverso un onirico viaggio fatto di storie squisitamente raccontate, nelle quali il Silenzio, inteso come raccoglimento emotivo che diventa quasi filosofia di vita, ne è protagonista indiscusso. Un plauso alla tecnica sopraffina con la quale tutti i protagonisti del lavoro dimostrano quanto nel 2022 sia ancora necessario lo studio, il perfezionamento infinito. Strumenti capaci di convogliare emozioni. Un disco la cui bellezza cattura, da un lato, e libera, dall’altro, in una salvifica narrazione.