Li abbiamo conosciuti grazie al nuovo singolo “Non ci lasceremo mai da giovani” (Ammonia Records) e oggi andiamo più a fondo, perché vale la pena parlare dei milanesi New Martini! Li abbiamo quindi contattati per un’interessante intervista. Ecco il loro racconto.

“Non ci lasceremo mai da giovani”, il vostro nuovo singolo, parla di un amore sbocciato in età adulta. Raccontateci di più.

Grazie della bella domanda. È una definizione rarefatta ma corretta. In realtà non raccontiamo un amore in particolare, una storia precisa, ma più un momento della vita. Quando ci si innamora a vent’anni le dinamiche sono differenti, le emozioni sono prepotenti, impetuose, tutto è manicheo. In realtà l’amore eterno credo sia stato inventato quando l’aspettativa di vita era di 35 anni. Noi ne abbiamo qualcuno in più, e possiamo, vogliamo, provare a raccontare anche altre forme di amore. Meno violente, ma più autentiche in un certo modo. Non abbiamo la pretesa di voler parlare ai ragazzini, ma sarebbe bello lo facessero comunque. 

Siete tutti uomini sulla quarantina, tutti professionisti affermati. Come si riflette questo sulla vostra musica?

Si riflette completamente. Non abbiamo tempo, e quel poco che c’è lo gestiamo con premura e parsimonia. Veniamo da generi differenti, facevamo casino e avevamo il volume degli ampli a valvole sempre molto alto. Col passare del tempo ci siamo liberati dagli stilemi di genere e ci siamo concentrati a fare quello che veramente ci piace. Abbiamo trovato grande intimità nel sound anni ’70 e primi ’80. Ascoltiamo quella roba lì, ci piace suonare quella roba lì. 

Siete amanti dell’analogico e questo si riflette su “Non ci lasceremo mai da giovani”. In che modo avete ottenuto il suono voluto? Come è stato il lavoro in studio di registrazione e con chi avete lavorato?

L’abbiamo ottenuto facendo gran fatica. Adoperando strumenti adatti, analogici dove possibile ed emulazioni digitali quando l’analogico non era disponibile. Per gli smanettoni, suoniamo una Gibson Firebird, un Fender Jazz Precision, una vecchia batteria Gretsch e abbiamo una splendida tastiera Reface della Yamaha che ha proprio installati i suoni di quegli anni, alla Doors per capirci. Ecco fatto. Poi sopra troverete una lunga serie di plug in che lavorano il suono del master emulando i vecchi nastri. Il risultato sono bassi rotondi, un rullo soffice, e un’atmosfera generale più calda. 

Come vi approcciate, invece, al digitale? E se doveste stilare una playlist Spotify con tutto quello che i New Martini ascoltano, cosa ci sarebbe?

Le playlist con i nostri mantra le trovate su Spotify e YouTube sui nostri canali. Da Piero Piccioni ai Cardigans, da Trovajoli ai Califano e Gainsbourg. Ci impegnano molto tempo e ci fate felici se ve le sparate quando cucinate l’orata a casa, bevendo un bianco gelido. 

Come vedete il vostro futuro? Musicalmente parlando.

Speriamo di tornare a suonare presto e in maniera continuativa. Abbiamo un bel set che si presta molto anche alle soluzioni più intime. Siamo sicuri di avere l’esperienza giusta per fare bella figura. C’è voluto del tempo. Non deludeteci. 

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