Oggi abbiamo il piacere di ospitare un cantautore veneziano che si sta facendo strada grazie anche alla sua nuova uscita, stiamo parlando di Marco Scaramuzza e del nuovo EP “Gli invisibili”, fuori dal primo ottobre. In questa intervista abbiamo affrontato le tematiche dell’album e le ispirazioni che hanno permesso all’autore di dare vita al suo progetto. Buona lettura! 

Ciao Marco benvenuto! Partiamo subito dal tuo nuovo lavoro, il tuo primo EP dal titolo “Gli invisibili”, fuori dal 1 ottobre: ti va di raccontarcelo?

Ciao ragazzi! “Gli Invisibili” è stato semplicemente il modo più naturale per presentarmi con verità, senza cercare di nascondere o manomettere le imperfezioni che ogni persona si porta a spasso per la vita.

Questo Ep è un dialogo tra amici, un abbraccio di comprensione, un invito alla partenza e al coraggio di non giudicarsi, accettandosi con le proprie forze e per le proprie debolezze. 

C’è un pubblico ideale a cui si rivolge il tuo ep?

Penso che questi brani possano parlare a tutti e non ho mai pensato ad un pubblico nello specifico. Parlo al ragazzino in piena crisi adolescenziali come al vecchietto che sta seduto in solitudine al bar sperando in un nuovo incontro.

Quali sono state le situazioni della tua vita in cui ti sei sentito, per l’appunto, invisibile?

Penso sia molto facile sentirsi invisibile in questa società, siamo bombardati di performance perfette nei social e non riusciamo a vivere lo sbaglio come atto di crescita. Mi sento invisibile dalle 10 alle 100 volte al giorno per tenermi basso.

Quanto la musica ti ha permesso di emergere da un eventuale stadio di “invisibilità”?

Ogni volta che salgo sul palco e inizio ad immergermi nelle emozioni mie e quelle delle persone che mi trovo davanti. Un bel mondo!

Ci sono degli autori che sono la tua fonte di ispirazione quotidiana nella musica (e perché no, anche nella vita)?

Non penso di avere autori di riferimento nello specifico, tutto ciò che leggo, vivo o ascolto mi contamina e mi cambia. Vado molto a periodi.

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