Torniamo a parlare della Hofmann Orchestra dopo l’intervista che potete leggere qui. Il trio romano, infatti, pubblica oggi il nuovo singolo “Mustang (cambiare car è una scelta di vita)”. Premessa: il brano non è un inedito, dato che è contenuto nel disco “Ouverture”, e dato che ha già macinato oltre 25.000 stream, complice anche l’inserimento nella tanto ambita playlist Spotify “Rock Italia”. Non solo: “Mustang” campeggia in playlist da oltre un mese e in posizione sempre molto alta (cosa non da tutti). Già questo dovrebbe darvi l’idea della validità del brano e del progetto, ma noi non potevamo perdere l’occasione di dire la nostra su questo singolo. “Mustang” in meno di tre minuti racchiude e sprigiona un rock sano, che con una Delorean (più che con una Mustang) ci riporta indietro nel tempo, alla fine degli anni ’90 e alla prima decade dei 2000, in quello che fu un’epoca ricca (relativamente parlando) per il rock alternativo nostrano. Sono evidente i richiami ad alcune delle band più rappresentative del periodo, su tutte gli Afterhours, con i quali la Hofmann condivide anche un certo mood strafottente e per così dire antipatico (passateci il termine). Il suono sporco, le chitarre, la voce del frontman Giulio confezionano un brano dal gusto stoner e con un testo colto e sarcastico, dove non mancano richiami alla cultura nazional popolare. Sicuramente una buona prova per la formazione capitolina, grazie anche al lavoro svolto in fase di mixaggio dalla coppia Lasala / Fognini di EDAC STUDIO (un luogo dove ha registrato anche Damon Albarn – così, per dire) e al master di Roversi, e che fa ben sperare per il futuro, soprattutto se la band avrà la capacità di rimettere in moto la Delorean (o la Mustang), di ritornare un po’ nel presente e di attualizzare scrittura, composizione e produzione.

Collegamenti: ascolta la Hofmann Orchestra se ti piacciono i Ministri.