Quattro ragazzi romani che suonano il rock come dovrebbe essere suonato. Loro sono la Vinnie Jonez Band e per definire il loro stile basterebbe una sola parola: granitico! In realtà c’è molto altro da dire, a partire dal nuovo disco “Il Dilemma del Delay Lama” (si, avete letto bene). Ne abbiamo parlato con Gianluca, voce e chitarra.

UGP: Ciao! Partiamo dal titolo dell’album: cosa significa?

Gianluca: Ciao  e innanzitutto grazie dello spazio, il titolo dell’album è un gioco di parole che riguarda un vecchio vst instruments di cubase, il Delay Lama per l’appunto, è stato nei nostri computer per anni e ci siamo sempre chiesti a cosa servisse e se mai fossimo riusciti ad usarlo per qualcosa. Il vst riproduce il canto di un bonzo tibetano e consiglio a tutti di smanettarci un po’.

UGP: Questo è decisamente un bel lavoro rock a metà strada tra l’Italia e gli Stati Uniti. Come sono nate le canzoni e soprattutto come avete lavorato sul sound?

Mah guarda, tutto molto semplice, la musica che suoniamo è l’unica musica che ci riesce bene, è il frutto di anni di contaminazioni e di esperienze diverse. La scelta dell’italiano è stata quasi dovuta, dato che cantare in una lingua non mia mi sa di scimmiottamento, un po’ per le mie carenze con la lingua iglese e un po’ perchè l’italiano ti permette più libertà di espressione.
Per quanto riguarda il sound invece qui c’abbiamo perso tempo, con questo disco siamo passati dalla Gibson alla Fender e già lì il passaggio è stato epocale, in più abbiamo lavorato su ogni singolo suono, su ogni sfumatura con tutta la calma che soltanto un lockdown può regalare

UGP: Nel 2021 rock in Italia è vincere il Festival di Sanremo e poi censurare il brano per andare all’Eurofestival. Per la Vinnie Jonez Band, invece, cos’è il rock?

Il rock per noi è empatia, è cercare di coinvolgere il nostro pubblico nella nostra musica con semplicità e con un suono ed un messagio diretto, senza fronzoli o artefatti posticci. Noi siamo così e non potremmo essere altrimenti e se il messaggio arriva vuol dire che lo stiamo facendo nel modo corretto. Sanremo? Che cos’è? Non è vero, io personalmente l’ho seguito e la vittoria dei Maneskin è stata a mio avviso una boccata d’ossigeno per tutto il movimento e la scena rock e chi non la vede così vuole il ghetto e/o forse lo merita.

UGP: Nei vostri testi c’è sempre molta rabbia. A volte malinconia. In ogni caso lasciate sempre uno spiraglio a una rinascita, al futuro. Da dove nasce questo mood?

Il mood dei testi è il mio mood, vale lo stesso discorso di prima, noi siamo così e per quanto riguarda i testi nello specifico io sono così.
Mi piace che abbiate captato questo ventaglio di emozioni, tengo molto ai miei testi, ogni testo chiuso per me è una vittoria e se il messaggio arriva allora è un trionfo.

UGP: Sui vostri social state presentando i brani in un’inedita versione acustica e dobbiamo dire che in questa veste le canzoni continuano a “spaccare”. Come vi trovate in questa dimensione?

Sono sincero, noi abbiamo sempre visto di traverso l’acustico, ma ora che abbiamo dovuto per forza di cose averci a che fare devo dire che non è poi così male. Calcolando poi che l’unica cosa che possiamo fare allora viva le chitarre acustiche. Grazie per l’apprezzamento.


UGP: Concludiamo chiedendovi in cosa sarete impegnati nei prossimi mesi.

Continueremo sicuramente con l’esperienza e la rivisitazione acustica sperando che prima o poi qualcuno si ricorderà della scena undergound  e che arrivi un qualche aiuto per permettere di ritirarla su e farla resuscitare.

***

Segui la Vinnie Jonez Band

https://www.facebook.com/vinniejonezband

https://www.instagram.com/vinnie.jonez.band/

Pubblicità